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Antonio Tabucchi
Antonio Tabucchi – MicroMega – 02/2002

Manifesto della parola

  1. Ci sono varie forme di dittatura. In Italia è in atto una Dittatura della Parola.

  2. Perché la parola è d'oro. E la possiede una sola persona, un uomo politico che è contemporaneamente il Capo di un Governo e il padrone di tutti i media che trasportano la parola.

  3. L'Italia solo apparentemente appartiene alla democrazia europea. In realtà è una forma orientale alla maniera di Eliogabalo. Nel novembre del 2001 un settimanale fece un'inchiesta, alla maniera dei settimanali di Eliogabalo, intitolata “Scrittore, perché non parli?”. E' il caso di ripetere la domanda. Perché se eventualmente uno scrittore contraddice il fracasso assordante delle parole di Eliogabalo, ecco che da più parti si alzano voci autorevoli elogiando il silenzio.

  4. Ma l'elogio del silenzio non si può fare con le parole. Per coerenza andrebbe fatto in silenzio. Coloro che invocano il Silenzio utilizzano la Parola. Anche gli scrittori che elogiano il silenzio. Ma a chi chiedono il silenzio coloro che elogiano il silenzio? Lo chiedono forse a Eliogabalo? O agli strilloni di Eliogabalo? O gli schermi televisivi di Eliogabalo? O ai bandi stampati di Eliogabalo? No. Lo chiedono a Voi che avete osato dire una parola contro Eliogabalo e contro l'impero di parole di Eliogabalo.

  5. Perché nel Regno di Eliogabalo non solo la parola è d'oro. Anche il silenzio è d'oro.

  6. Ma il proverbio dice che chi tace acconsente.

  7. La parola ' d'oro ma può essere anche di piombo. Si legga nel Vangelo che certi individui utilizzati dal Sinedrio usavano la “sica” sotto il mantello. La “sica era il loro strumento di lavoro. Un pugnale corto e affilato, dal colpo mortale. Sotto il mantello dei loro programmi e dei loro giornali gli agenti di Eliogabalo portano parole affilate come “siche”. Pum pum, e sei morto, se non rispetti il silenzio. Parole di piombo.

  8. Nel Regno di Eliogabalo si impone il silenzio a colpi di pistola catodica.

  9. Occhio: hai detto una parola contro il Regno di Eliogabalo. Il banditore di Eliogabalo, nel suo programma televisivo, affermerà che tu stai con i terroristi. Un colpo di pistola catodica sparato come il pungiglione di una vespa. Vespa mortale.

  10. Eliogabalo è feroce. Spara. E soprattutto fa sparare pistole catodiche. Mi chiedo: è giusto tacere davanti alle pistole catodiche di Eliogabalo?

  11. Cito da un'enciclopedia medica: “LARINGE: organo cavo semirigido costituito da cartilagini collegate tra di loro da legamenti e muscoli. Le sue funzioni principali sono: 1) la respirazione; 2) la fonazione, cioè la formazione dei suoni determinata dalle contrazioni dei muscoli chiamati corde vocali”.

  12. La fonazione, cioè la favella, è la facoltà di cui la Natura (per chi preferisce: Dio) ha dotato gli uomini affinché si distinguano dagli uomini. La parola ci contraddistingue come creature vive e pensanti. Senza di essa saremmo dei bruti. E fatti non fummo a viver come bruti, come vorrebbe Eliogabalo.

  13. Perché il silenzio uccide, la parola crea. In principio era il Verbo e il Verbo era la Vita. E questo è il Vangelo.

  14. Io parlo perché sono. Quando la mia gola sarà piena di terra smetterò di parlare. Allora sarà il silenzio. Mi attende un'eternità di silenzio. Ma prima che arrivi il silenzio eterno, voglio usare la mia voce. La mia parola.

  15. Io parlo perché sono uno scrittore. La scrittura è la mia voce. Uno scrittore che non parla non è uno scrittore. Non è niente. Vogliono riempire la mia gola di terra? Si sbagliano.

  16. Ma anche Voi dovete parlare. Perché tutti dobbiamo parlare. E' per questo che la Natura ci ha fatto creature umane. Se direte anche un solo “No” la Vostra Natura Umana sarà salva. Se restate in silenzio avrete riempito da soli la Vostra bocca di terra. Sarete solo degli orecchi che ascoltano le pistole catodiche di Eliogabalo. Il che è esattamente quello che Eliogabalo vuole da voi.

  17. Siete sicuri che volete delegare le poche parole che nella vita avete da dire agli imbonitori di Eliogabalo e dai tubi catodici di Eliogabalo?

  18. Attenzione: Eliogabalo sta preparando una legge grazie alla quale la Vostra bocca sarà piena di terra e Voi sarete solo degli orecchi pronti a ricevere i messaggi di Eliogabalo. Con questa legge egli sarà simultaneamente il Vostro Capo politico e il Vostro Capo spirituale. Nel Regno di Eliogabalo tale stratagemma è eufemisticamente chiamato “Legge sul conflitto di interessi”. In realtà è la legge del Silenzio. Un silenzio di tomba in cui parleranno solo Eliogabalo, i maggiordomi di Eliogabalo, gli strilloni di Eliogabalo, i sicofanti di Eliogabalo.

  19. Il Regno di Eliogabalo realizza un sogno previsto anni fa in Italia dai compari di Eliogabalo. Prendete la lista di quei compari, guardatela con cura, forse avrete delle sorprese. E magari dei sospetti. Perché questo è il momento dei sospetti.

  20. Dichiaro aperta l'era del sospetto. Sospettate di tutti, anche di chi vi invita ai canti di fratellanza, e soprattutto dei padri putativi. Non tutti sono dei buoni falegnami, e non si sa mai quali figli prodighi possono proteggere.

  21. Il piano previsto anni fa dai compari di Eliogabalo si chiamava in altro modo, ma oggi possiamo chiamarlo “Piano di Rinascita del Bavaglio”. Un bavaglio che garantisce il silenzio.

  22. Attenzione. Il Regno di Eliogabalo è piano di maestri. Pochi maestri. Si spacciano per buoni maestri ma sono cattivi, molto cattivi. E ingiungono alla scolaresca: “Bambini, voi dovete parlare solo di cose nobili, nobilissime. Non sta bene parlare di esigenze corporali. Il primo che reclama di andare al gabinetto sarà punito, perché non si tollerano esigenze volgari. Pensate al Poeta-Vate. Egli dice: “Taci. Su le soglie 7 del bosco non odo / parole che dici umane / ma odo parole più nuove / che parlano gocciole e foglie lontane./Piove” (1) Così dice il Poeta-Vate: Taci. E voi dovete tacere. E ascoltare che piova sui mirti divini, sulle ginestre fulgenti e sulle coccole aulenti”.

  23. Attenzione. L'arte di tacere il Regno di Eliogabalo l'ha conosciuta dal 1922 al 1945. E' una vecchia pratica tipica di ogni regime. Si chiama pratica delle coccole aulenti. In Italia i Grammatici delle coccole aulenti hanno cominciato a dettare i loro decaloghi: “Questo è meritorio di letteratura, questo non è meritorio”. Attenzione, questi Grammatici sono pericolosi: stabilendo arbitrariamente delle gerarchie enunciano un principio di censura. E invece la letteratura è larga come la Vita, e non chiede nessuna carta di credito: in essa trovano posto il nobile suicidio del giovane Werther come i calzoni rattoppati del monello Gavroche, il Paradiso di Dante come il passerotto di Catullo, gli inni alla Notte di Hölderlin come i proverbi dei Malavoglia e l'ode alla carota di Neruda. Perché, come ha detto un grande poeta, tutto vale la pena se l'anima non è piccina. E a questo serve la Parola: a dire che l'anima non è piccina.

  24. Mi ricordo di Caserio. Mi ricordo di Sacco e Vanzetti. Mi ricordo di Valpreda. Mi ricordo di Pinelli. Ricordo tutto quello che è successo in Italia nel dopoguerra e anche durante. I repubblichini erano collaborazionisti dei nazisti. Uccidevano e torturavano. Lo so, lo sa mia famiglia e ho i documenti. Coloro che dicono che erano “ragazzi di salò” che lottavano comunque per l'onore della Patria, mentono, sostengono un falso storico. E' necessario contraddirli. Per contraddirli bisogna parlare. Perché chi tace acconsente.

  25. Un semiologo, anni fa, ridicolizzò un povero presentatore della televisione che sembrava diventato padrone delle serate degli italiani, facendone la fenomenologia. Chiedo: possibile che non ci sia un qualche dottore, oggi, nel Regno di Eliogabalo, che possa farci una fenomenologia di Eliogabalo? Il materiale non mancherebbe, dai tanti briosi gesti di Eliogabalo alla sua fotobiografia a colori. Sarebbe un lavoro un po' più rischioso, ma certo di grande utilità per tutti noi. C'è qualcuno che possegga le parole appropriate per dirlo?

  26. Mandare al diavolo tutti quelli che amano appellarsi al silenzio o che fanno i pessimisti sarebbe troppo facile. Purtroppo sono molto più pessimista di quanto potrei apparire: sono un falso ottimista. Ho letto Voltaire molto prima di quei rivoluzionari che stavano sulle barricate a fare una rivoluzione che poi non venne. Scusatemi, sono un intellettuale borghese. Mi sta a cuore la Parola.

  27. In Italia ormai non si vuole mettere terra in bocca soltanto a coloro che usano ancora la Parola, agli scrittori. Si vorrebbe riempire di terra anche la voce della Storia.

  28. Ha scritto il Grande Scrittore di Praga: “Scrivere significa fare un salto oltre il cerchio degli assassini”.

  29. Cittadini: parlare è fare un salto oltre il cerchio di chi vuole strangolarVi. Scrivete. Parlate.

  30. Cittadini del Regno di Eliogabalo che credete ancora nella Parola. Vi hanno assicurato che nel Regno di Eliogabalo c'è un garante che per garantirVi può firmare o non firmare la Legge di Eliogabalo. Ma solo Voi siete garanti della vostra voce, dopodiché la vostra bocca sarà piena di terra. Se il presunto garante firmerà la Legge di Eliogabalo (o una simile), vi resta da fare una cosa sola. Per questo faccio appello a Voi e a tutti coloro che credono ancora nella voce umana. Perché in principio era la Parola. Eliogabalo vuole prendersela. A Voi “non mollare”.

    Appello

    Prendete una fotografia formato tessera, col vostro nome e indirizzo. Disegnate col pennarello sulla bocca della vostra fotografia un bavaglio, e speditela al Presidente del Consiglio d'Europa (Consiglio d'Europa, Avenue de l'Europe, Palais de l'Europe, 67075 Strasburgo). Non inviate la vostra fotografia a chi non vi ha garantito. I centurioni di Eliogabalo direbbero che siete solo settecentomila, come hanno detto per la manifestazione in cui eravate tre milioni il 23 marzo 2002 a Roma. Voi siete milioni, milioni di persone nel Regno di Eliogabalo imbavagliate da Eliogabalo e dai garanti di Eliogabalo. Vediamo cosa dirà l'Europa Unita la cui Carta si fonda sulla libertà di Parola. Parliamo, amici, parliamo. Poi verrà il Silenzio.

    Nel Regno di Eliogabalo, il 2 aprile 2002

Antonio Tabucchi – MicroMega – 02/2002




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