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Antonio Tabucchi

Colpo su colpo



La situazione italiana sta precipitando. Due giorni fa il tribunale di Milano ha depositato la sentenza che condanna a 11 anni l'onorevole Cesare Previti, uno dei fondatori del partito di Berlusconi, amico di Berlusconi, avvocato di Berlusconi, socio di Berlusconi. “La corruzione più devastante della storia della Repubblica italiana”, dice la sentenza. Le prove sono schiaccianti. Miliardi e miliardi di lire per corrompere i giudici, per favorire il patrimonio di Berlusconi, per far sì che Berlusconi potesse acquisire la casa editrice Mondadori e l'impero giornalistico a cui essa fa riferimento. Le motivazioni della sentenza si riflettono inevitabilmente su Berlusconi. Ma Berlusconi, intanto, è stato ontologicamente “graziato” da una legge voluta dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Questo non lo dico io, lo ha affermato Berlusconi a una radio francese: “La legge sull'immunità io non la volevo, l'ha voluta Carlo Azeglio Ciampi”.

Quando lo scorpione è stretto contro il muro, ma ha la coda libera per mordere, come sappiamo, attacca. Altrimenti sa che verrà schiacciato. A sua disposizione ha un ultimo colpo di coda. Oggi, in Italia, è arrivato l'annuncio del colpo di coda. Il portavoce del colpo di coda è l'onorevole Bondi di Forza Italia (il partito di Berlusconi), che in un'intervista al Foglio (il giornale della signora Berlusconi, diretto da Giuliano Ferrara) dichiara che “la politica non ci sta più e ritiene necessario reagire colpo su colpo contro i magistrati eversori”. Si risponde colpo su colpo, cioè, come propone Bondi, istituendo una commissione parlamentare contro la magistratura italiana.

L'onorevole Bondi è un ex-comunista di formazione staliniana, come Giuliano Ferrara, anche lui di formazione sovietica, paese in cui ha studiato, e che poi è diventato un informatore della Cia, come ha affermato spavaldamente nel suo programma televisivo. L'onorevole Bondi conosce sicuramente bene le tecniche dei colpi di stato stalinisti avvenuti in certi paesi dell'Est alla fine della seconda guerra mondiale. Per fare la sua dichiarazione si è rivolto a un collega come Ferrara, direttore del Foglio, di proprietà della signora Berlusconi, il quale ha studiato a Mosca negli anni `60-'70, durante il periodo brezneviano, e che successivamente è diventato informatore della Cia durante gli anni del terrorismo in Italia, e che poi è finalmente diventato il principale consigliere di Berlusconi, colui che gli scrive i discorsi. Mi ripeto? Scusate se mi ripeto, sono vecchio, conosco tutto ciò che è successo in Italia negli ultimi trent'anni. Simultaneamente (lo scorpione in Italia ha molte code) il quotidiano Il Giornale di proprietà di Paolo Berlusconi, fratello di Silvio Berlusconi, ieri 8 agosto esce cavalcando una falsa notizia, l'inquinamento necessario in tutta questa merda.

Perché naturalmente si tratta di merda, quella in cui la Repubblica italiana è immersa fino al collo, con la moral suasion del Presidente Carlo Azeglio Ciampi.

La merda del Giornale è un presunto “scandalo” tenuto acceso da un signore imprigionato in Svizzera, il quale sostiene che nell'affare Telekom Serbia il governo italiano precedente (all'epoca il Presidente Ciampi, credo, occupasse un ministero qualsiasi) avrebbe beneficiato dei soldi di Milosevic, e questi soldi andavano a certi parlamentari del centro-sinistra. Sarebbe ormai inutile dire che qui in Francia circolano voci secondo le quali chi ha preso le mazzette è proprio l'onorevole Bondi e la direzione del Giornale di Berlusconi. Perché naturalmente a tutto ciò i giudici italiani, che sono persone serie, non presterebbero nessun orecchio. Comunque, se volessero, potremmo indicare loro le persone a cui rivolgersi, che hanno tante cose da dire. Sono dei barboni, che dormono sulle panchine con la bottiglia vuota davanti a loro, qualcuno come il signore che pretende di far rivelazioni in Svizzera.

Il tizio arrestato in Svizzera per i suoi ambigui traffici è stato dichiarato persona non attendibile dalla magistratura italiana, ma questo al direttore de Il Giornale non importa. Nella sua logica golpista egli non crede alla magistratura italiana, preferisce ritenere veritiere le parole dell'oscuro personaggio rinchiuso in galera (era un signore che ha cominciato la sua carriera con un concorso di bellezza in una televisione di Berlusconi, e sta terminando in bellezza).

Che merda, penserà il lettore che legge tutta questa merda. E' vero, lettore. Tuttavia, in questa enorme merda che è l'Italia attuale, dove tutto può andare in tutte le direzioni, arriva ora la voce dell'onorevole Bondi, ex brezeneviano passato al servizio di Berlusconi. Di questo Bondi, che definisce la magistratura italiana “una associazione a delinquere”, associazione di cui fa dunque anche parte Carlo Azeglio Ciampi, visto che ne è istituzionalmente il capo. Tale onorevole propone una commissione d'inchiesta parlamentare. Ciò è semplicemente l'annuncio di un colpo di stato. Un colpo di stato all'italiana, come quello di Mussolini allorché si impadronì del parlamento e dopo il delitto Matteotti eseguito su suo ordine, dichiarò che la magistratura italiana non serviva perché di quel problema se ne occupava lui stesso. La democrazia parlamentare dell'Italia savoiarda finì in quel momento.

L'onorevole Bondi viene a dire una cosa analoga. Il suo è semplicemente l'annuncio di un colpo di stato. Bianco quanto si vuole, per ora, del tipo di quello descritto da Malaparte (un fascistone diventato comunista, che di queste cose se ne intendeva) nella sua Tecnica di un colpo di stato. Perché tutto è già stato scritto, in Italia, per buona pace di certi giornalisti cosiddetti liberali.

Di fronte al colpo di stato serenamente annunciato da parte di Berlusconi con la voce dell'onorevole Bondi forse sarebbe il caso di lanciare un messaggio all'Europa, ammesso che essa esista. Sarebbe anche il caso di lanciarlo al Presidente della Repubblica, visto che egli dovrebbe essere il garante delle istituzioni e il capo della magistratura che l'onorevole Bondi considera un'associazione a delinquere e l'onorevole Berlusconi, un cancro che deve essere estirpato. Ma, chissà perché, i nostri “garanti” tacciono. In America, di un presidente si sa perfino se ha fumato uno spinello quando era ragazzo. In Italia, per fare ammettere a un giornalista di un giornale indipendente che il nostro Presidente, chiamato ripetutamente sui giornali “il Presidente che ha fatto la Resistenza” non ha invece mai fatto la Resistenza, bisogna scocciare a lungo. I bravi giornalisti italiani, che nel loro ordine tollerano tranquillamente un collaboratore della Cia come se fosse normale, mi riferisco a Giuliano Ferrara, forse non hanno tanto interesse a raccontare le biografie dei nostri presidenti.

Ma in casi come questi, un colpo di stato dichiarato alla stampa dalla voce di un berlusconiano come si trattasse della cronaca di una morte annunciata, mi pare che sia il caso, più che all'Europa e al Presidente della Repubblica, di rivolgersi ai cittadini italiani. Dicendo loro: fate attenzione a forze che potrebbero spacciarsi per difensori della democrazia ma che in realtà sono forze eversive, assecondando i desideri dell'onorevole Bondi. L'importante è prendere guardia con noi stessi. Gli italiani, dopo l'8 settembre del `43, dopo la resa dei Savoia e l'invasione dei nazisti, hanno saputo lottare per la democrazia. E ci sono riusciti. E' il momento oggi, in Italia, che ognuno ci pensi. Nessun dorma, italiani.

Antonio Tabucchi – IL MANIFESTO – 09/08/2003




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