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Antonio Tabucchi

Domanda sull'Italia in rovina

Più di un anno fa, quando iniziai la mia collaborazione a questo giornale con un articolo pubblicato prima da Le Monde che il Corriere preferì non pubblicare, osai definire l'Italia “un Paese alla deriva”. Ciò mi costò alcuni rimproveri, anche da sinistra. Alla luce di ciò che è successo nel frattempo, ma soprattutto ora, alla luce delle cosine che caratterizzano questa palude chiamata Commissione Parlamentare Telekom Serbia, dove si vedono riaffiorare servizi segreti deviati, truffatori piduisti che credevamo ricoverati nell'ospizio di una Storia che ha segnato l'Italia negli anni '70 e '80, desidero ritirare quella mia scandalosa definizione. Mi ero sbagliato. L'Italia non è un Paese alla deriva. E' una fogna a cielo aperto.

Tuttavia una domanda impone, soprattutto su un giornale della sinistra italiana. Se non vado sbagliato, negli ultimi anni l'Italia ha avuto almeno un paio di governi di centrosinistra con una durata abbastanza lunga. Generalmente quando un inquilino prende alloggio in un nuovo appartamento, la sua prima preoccupazione è fare pulizia. Per una forma di civiltà che ci appartiene e che si chiama igiene. Per tale fine si arma di scopa e strofinacci, e se non ce la fa da solo chiama una impresa di pulizie. Soprattutto per i cessi. Perché nessun inquilino civilizzato ama trovare i cessi sporchi.

Mi chiedo: perché la sinistra non si è preoccupata dell'igiene dell'appartamento dove è stata ultimamente inquilina? Anzi, lo chiedo alla sinistra, che ora trovo tanto spaventata nel vedere lo sporco che ritorna a galla nelle tubature. C'è una risposta per noi comuni mortali dalle tardive massaie che con un fazzoletto in capo e uno spazzolone si industriano a far pulizia della sporcizia di un appartamento che ormai non è più loro, ahimé?

Se c'è una risposta l'aspetto su questo giornale. Può venire dal locatario principale o dagli “amici degli amici” come Henry James chiamava i ministri degli interni che sostituivano altri ministri degli interni opposti ma uguali a loro. O da un sottosegretario. O da un sotto-sottosegretario. Qualcuno, chiunque esso sia. Altrimenti la risposta ce la dobbiamo dare da soli, perché è ovvia.

Antonio Tabucchi – L'UNITA' – 05/10/2003




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