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Antonio Tabucchi

Le donne, i gay. E poi?

Oggi, al riparo del “personale” si può dire di tutto di più. Un esempio del tutto “personale”. Tempo fa, su un treno Firenze-Milano, un distinto signore col quale intrattenevo una banale conversazione da treno, di quelle che hanno per argomento il cambio del clima, la bistecca alla fiorentina e il risotto alla milanese, a un certo punto, preso da un accesso di confidenza (la conversazione volgeva sul cous-cous), mi disse educatamente: “Perché vede, io, personalmente, sono razzista”. E poi, forse alla ricerca di una mia comprensione, aggiunse: “Non so cosa ne pensa”. Probabilmente si attendeva che gli rispondessi che si trattava di una opinione personale sacrosanta, e che mi sarei fatto ammazzare piuttosto che impedirgli la sua opinione, secondo quell'adagio devastante falsamente attributo a Voltaire che in Italia è servito da sdoganamento alle dichiarazioni più nefande. Poiché al contrario del falso adagio illuminista non mi farei mai ammazzare affinché qualcuno esprimesse un'opinione del genere, gli risposi che mi auguravo che non facesse politica.

Per il semplice fatto che una sessantina d'anni fa, grazie a dei figuri che erano arrivati ai posti di comando con un'ideuzza “personale” simile alla sua, più di sei milioni di persone ci avevamo rimesso la pelle.

L'onorevole Buttiglione è un filosofo di una certa semplicità, ma come uomo politico è sorprendentemente complicato. Richiesto al Consiglio d'Europa di fornire spiegazioni sulle sue dichiarazioni circa il ruolo della donna nella società (da lui intesa soprattutto in qualità di massaia), della madre sola (da lui considerata cattiva) e sugli omosessuali (da lui considerati peccatori) ha risposto che si trattava di una convinzione esclusivamente personale, e che nulla aveva a che fare con il compito politico di cui dovrebbe occuparsi. Compito che consiste, secondo le direttive del consiglio d'Europa, nel favorire una migliore integrazione sociale e i diritti civili di categorie o di persone di cui ha un'opinione così negativa? Possibile, mi chiedo, che un uomo di pensiero sia disposto a rinunciare agli ideali su cui si basano la sua filosofia e la sua morale per un modesto impiego da parlamentare europeo?

Però, se così è, sarebbe utile conoscere più a fondo il suo pensiero “personale”. Per esempio, secondo la dottrina più tradizionalista della Chiesa cattolica, gli Ebrei sono un popolo “deicida”. E gli Zingari, come è noto, non amano la patria (non avendola) né la divisa militare: non sono dunque bravi soldati. Sulle donne e gli omosessuali l'onorevole Buttiglione è stato chiarissimo. Ma il portafoglio che dovrebbe occupare non riguarda solo le donne e gli omosessuali, su cui Buttiglione esprime un un pensiero preoccupante. Riguarda anche altre persone e altre appartenenze sociali. In quanto cittadino Europeo che vive in una Comunità amministrata anche dalla commissione di cui l'on. Buttiglione dovrebbe fare parte, il suo pensiero mi interessa fino in fondo. Non mi pare una curiosità faziosa.

Antonio Tabucchi – L'UNITA' – 25/10/2004




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