BIBLIOTECA | | EDICOLA | | TEATRO | | CINEMA | | IL MUSEO | | Il BAR DI MOE | | LA CASA DELLA MUSICA | | LA CASA DELLE TERRE LONTANE |
|
LA STANZA DELLE MANIFESTAZIONI | | | NOSTRI LUOGHI | | ARSENALE | | L'OSTERIA | | LA GATTERIA | | IL PORTO DEI RAGAZZI |


IL MONDO ALLA FINE DEL MONDO


... Un bel giorno ci siamo incontrati, ci siamo messi a chiacchierare, e abbiamo scoperto che provavamo la stessa stanchezza e che condividevamo molti punti di vista.
Da questa chiacchierata è nata l'idea di creare un'agenzia giornalistica alternativa, che si occupasse soprattutto dei problemi ecologici che affliggono l'ambiente, e che ribattesse alle bugie usate dalle nazioni ricche per giustificare il saccheggio dei paesi poveri.
Saccheggio non solo di materie prime, ma anche del futuro stesso.
Forse quest'ultimo concetto è un po' difficile da capire, ma vediamo di chiarirlo: quando una nazione ricca installa una discarica di rifiuti chimici o nucleari in un paese povero sta saccheggiando il fututo di quell'agglomerato umano, perché se i rifiuti sono, come dicono “inoffensivi”, per quale ragione non hanno installato la discarica sul proprio territorio?...

Luis Sepulveda, Il Mondo alla fine del mondo, Parma, Guanda, 1994

MERCATO EQUO E SOLIDALE

I SETTE PECCATI SOCIALI

Ricchezza senza lavoro

Commercio senza moralità

Scienza senza umanità

Culto senza sacrifici

Piacere senza conoscenza

Conoscenza senza carattere

Politica senza principi

Gandhi ( 1925)

L'economia della solidarietà è un modo serio e in molti casi produttivo di intendere l'intraprendenza economica oltre la logica dell'interesse e del pofitto incontrollato, e quindi dell'egoismo, che è all'origine di un bel po' di guai che stanno mettendo a rischio il futuro dell'umanità.
Esiste un altro modello di produzione e di acquisizione di beni e di servizi ed esiste un modo diverso di intendere l'economia che prevede anche lo sviluppo delle persone e che rispetta la dignità, che cerca uno sviluppo sostenibile, che non distrugge l'ambiente, che ha attenzione ai paesi in via di sviluppo.

Il commercio equo e solidale ha l'obiettivo di liberare i contadini e gli artigiani del Sud del Mondo dalle speculazioni dei commercianti locali e internazionali, in modo che i loro prodotti arrivino sul mercato saltando l'intermediazione.
L'iniziativa è stata avviata in Olanda nel 1969 da alcuni organismi già presenti nel Sud del Mondo.
Primo passo: aiutare i produttori ad organizzarsi in cooperativa, per raccogliere ed esportare i loro prodotti.
Contemporaneamente sorgeva una cooperativa sena fini di lucro per importare e diffonderei prodotti alimentari e i manufatto artigianali del paesi in via di sviluppo. Nasceva il commercio equo e solidale, diffusosi in altri paesi europei, come Francia, Italia, Germania, unito dalla sigla “Botteghe del terzo Mondo”

AMARTYA SEN, bengalese, premio Nobel per l'economia del 1998, teorico di un'economia a misura d'uomo

Intervista a
AMARTYA SEN di Giulia Cananzi

La circolazione globale dei capitali è compatibile con la libertà di scelta di tutte le persone, fondamento delle sue teorie?

Se qualcuno fa transazioni finanziarie ovviamente si aspetta un beneficio. L'analisi economica ci dimostra che il perseguire un guadagno individuale può essere utile anche per gli altri. Le crisi economiche mondiali come quella asiatica, hanno però dimostrato che i movimenti di capitali, specie quelli a breve termine, possono diventare destabilizzanti. Altre economie, come quella cinese hanno invece evitato la crisi. A prima vista diremmo che ai cinesi è andata meglio, ma se consideriamo il futuro a lungo termine, le economie che hanno affrontato la crisi sono riuscite a ristrutturarsi, mentre per le altre il problema è solo rimandato. Voglio dire che per evitare le crisi finanziarie, non è necessario eliminare i movimenti di capitale ma è necessario arrivare a migliorare l'architettura finanziaria del mondo.

Agli occhi dell'uomo comune, il neoliberalismo sembra una forza dominante a cui tutto è soggetto, a dispetto di tante sofferenze umane che questo sistema economico sta provocando. Sarà sempre così?

Il termine neoliberalismo non è un termine definito con precisione. Se per neoliberalismo s'intende affidarsi solo all'economia di mercato, ignorando il ruolo delle istituzioni non legate al mercato come gli stati, le organizzazioni non governative, la democrazia, il sistema giuridico, i giornali e via dicendo, allora dico che il neoliberalismo è negatico. Sarebbe però un errore anche il contrario, cioè sopprimere l'economia di mercato: quando ciò è successo i risultati sono stati disastrosi. Di conseguenza, la soluzione è una sola: la complementarietà di tutte le istituzioni. A questo dobbiamo arrivare.

Lei già vede segni di miglioramento per i paesi del terzo Mondo?

Vedo di già almeno tre elementi positivi, due dei quali hanno anche un rovescio della medaglia.
Primo: molti paesi poveri hanno visto in questi anni un rapido sviluppo economico. Per esempio la Cina. Ma, nello stesso tempo, molti altri paesi, per esempio in Africa, non hanno ottenuto gli stessi risultati.
Secondo:in molti paesi c'è stato uno sviluppo sociale considerevole nell'educazione, nella salute, nella circolazione dei giornali. Ma in alltre società questo non è successo. Ci sono ancora troppe dittature militari e in Africa l'Aids sta diventando una catastrofe.
Terzo: la democrazia oggi è universalmente riconosciuta come l'unica forma legittima di governo. E' forse il cambiamento culturale più importante del secolo scorso, anche se molti di noi lo considerano scontato, solo negli anni sessanta non era così.

Il microcredito e l'economia etica in genere si stanno diffondendo in tutto il mondo. Sono la dimostrazione dell'esigenza, ormai condivisa da molti, di restituire umanità all'economia. Si tratta di utopie?

Sono chiari segni di un migioramento.Qualcuno li critica ma a torto. Possono essere l'inizio di un grande cambiamento per più motivi. Facciao l'esempio del microcredito. Esso offre opportunità concrete ai poveri di avere denaro in prestito, rendendoli economicamente capaci. Attraverso il microcredito, soggetti deboli ma fondamentali allo sviluppo come le donne, possono conquistare non solo un peso economico ma anche un peso poliico. Il sostentamento dei figli o la cura degli anziani è affidata a loro: ecco che la loro emancipazione andrebbe a migliorare la vita dei poveri. Infine, il microcredito è un movimento creativo: è contro la tradizionale econmia di mercato, che non presta denaro senza garanzie, ma non è contro l'utilizzo del mercato. E' un cambiamento importante del modo di pensare.

Ci sentiamo piccoli di fronte allo scacchiere del mondo. Che cosa possiamo fare da singoli cittadini per contribuire al cambiamento?

Ognuno di noi, che se ne renda conto o meno, partecipa alle decisioni e ha la capacità di farlo. Siamo liberi. Interagiamo con il mondo non solo attraverso gli affari o il lavoro ma anche parlandoci l'un l'altro, difendendo certe istituzioni e attaccandone altre. Siamo cittadini. Quindi non possiamoabdicare alle nostre responsbilità. Non possiiamo, per esempio ignorare i poveri, gli bbandonati e gli handicappati ovunque essi si trovano. La nostre libertà ci offre la possibilità di diventare cittadini del mondo.

Il messaggero di Sant'Antonio

| MOTORI DI RICERCA | UFFICIO INFORMAZIONI | LA POSTA | CHAT | SMS gratis | LINK TO LINK!
| LA CAPITANERIA DEL PORTO | Mailing List | Forum | Newsletter | Il libro degli ospiti | ARCHIVIO |

Last modify1 ottobre 2001