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La millesima tacca sul fucile di Tex è un bandito che vuole l'oro navajo

La millesima tacca sul Winchester di Tex Willer si chiama Barry Lance: un bandito presuntuoso e stupido che si illudeva di poter rubare l'oro dei monti Navajos. Nel numero 500 della serie Lance fa profanare la tomba di Lilith, la moglie indiana di Tex, per allontanare il ranger dalla riserva Navajo e soffiargli le pepite da sotto il naso. Ma fa male i suoi conti, e Aquila della Notte piomba su di lui nelle grotte sacre. Il fucile spara, il bandito precipita. E anche se Tex non lo sa, il suo Winchester (o, come lo chiama lui, il suo “clarinetto”) raggiunge in quel momento quota mille.

E' questa solo una delle curiosità della carriera del mitico ranger, che in oltre mezzo secolo di attività ha mandato a “spalare carbone nelle caldaie di Satanasso” la bellezza di 2396 nemici. L'ultimo studio statistico che avevamo fatto, pubblicato nel libro Non son degno di Tex (Marsilio), risaliva a cinque anni fa e si fermava al numero 440 della serie. Ora abbiamo aggiornato quelle cifre al numero 500, aggiungendo anche “Texoni” e numeri speciali, e vi proponiamo qualche altra “chicca” del personaggio più amato d'Italia.

Orbene, Tex Willer ha ucciso (lui dice per legittima difesa, ma non è sempre vero) 2396 “figli di puzzola”, di cui 1045 bianchi, 773 indiani, 432 messicani, 61 negri, 36 cinesi e 49 di varia umanità, tra arabi, malesi, cavernicoli, zombie e mummie.

Il fucile non è la sua arma preferita, perché la fedele Colt ha superato quota mille tempo fa e ora è attestata a 1216; in altri 180 casi Tex, da serio professionista, ha utilizzato per uccidere quello che gli capitava sottomano: dinamite e polvere da sparo (93 vittime), coltelli, frecce, massi, oppure ha fatto volare giù da un burrone gli indiani che cercavano di appendersi alle sue caviglie.

Come i lettori ben sanno, Tex si sa difendere anche a mani nude: ha pestato finora 616 persone, con quei pugni “che sembrano calci di un mulo”. Predilige dare una lezione ai bianchi (542, e ultimamente ci dà dentro con gli sceriffi) che lo provocano nei saloon o che hanno appena tentato di ucciderlo, oppure ai mangiatortillas messicani che osano dargli del “gringo” (82): prova meni gusto con i pellerossa (51), anche perché non ha mai trovato “un indiano che sappia fare a pugni decentemente”. Meglio, in proporzione, fare scempio dei piccoli cinesi (48) o buttare in acqua i negri del voodoo (22). Molto spettacolare il volo dei pestati attraverso le finestre (51) e le porte (15).

La conseguenza di questi metodi di interrogatorio è una pioggia di pentimenti 8ben 180). quando non bastavano i pugni, Tex amava accendere cerini tra le dita dei piedi dei nemici, ma oggi non lo fa quasi più. Prima o dopo le maxirisse nei saloon (31), Tex offre da bere a tutti (52 volte) oppure si concede il suo piatto preferito, “una bistecca alta tre dita e una montagna di patatine fritte”, in barba a mucca pazza e al colesterolo (74 volte). Poche le eccezioni, tra le quali ricordiamo un pollo alle mandorle al ristorante cinese. In genere beve birra, per campare cent'anni, e whisky; ma è capitato che abbia accompagnato i pasti con il vino e perfino il the (esperimento mai più ripetuto).

La fortuna di Tex è proverbiale: è scampato a 302 agguati, e spesso per motivi assolutamente incredibili: se a volte il suo istinto è pronto a cogliere il minimo scricchiolio, un'ombra sul muro, uno sguardo allarmato del vicino di sedia, altre volte i sicari sbagliano mira banalmente, oppure lui si china per annusare un fiore o una torta e zip, la pallottola gli sibila sopra la testa.

Meno fortuna hanno i suoi cavalli (ne sono stati uccisi 41) e i suoi cavalli (ne sono stati uccisi 41) e i suoi cappelli (bucati 75 volte: “Peste! Un dito più in basso e mi avrebbero spacciato”). Non parliamo poi delle ferite “di striscio alla tempia” (22, ma è da un po' che non se ne vedono): Tex è stato colpito anche alla spalla sinistra (12 volte) e destra (9), al braccio sinistro (11) e destro (9, più una frattura), alla gamba destra (2), e ha altre sette cicatrici in varie parti del corpo. E' stato catturato 78 volte ma è sempre riuscito a liberarsi, è stato salvato dall'amico Kit Carson 25 volte, dal figlio Kit Willer 17, dal pard indiano Tiger Jack 19. Quando la situazione era disperata ha visto arrivare in suo soccorso la tromba della cavalleria (19 volte) o gli alleati indiani (13).

In generale, osservando il trend degli ultimi cinque anni, si può dire che gli autori di Tex hanno aggiustato il tiro su alcuni aspetti che avevano suscitato proteste da parte dei lettori: l'ossessione per il policatilly correct è calata, specialmente nelle storie scritte da Mauro Boselli.

Tex continua a rispettare le minoranze ma è tornato a uccidere con regolarità gli indiani, magari facendo ricorso a frequenti flash-back e raccontando storie del passato (anche perché vive in un periodo nel quale le grandi guerre indiane sono praticamente finite).

Nelle storie scritte da Claudio Nizzi, Tex continua a essere più detective che pistolero e a cavalcare per pagine e pagine al fianco di Kit Carson, chiacchierando più del dovuto. Proprio Carson è però diventato più sveglio e attivo, tanto che ha raggiunto quota 626 nemici uccisi (323 col fucile, la sua arma preferita). Sono invece praticamente spariti Kit Willer, considerato un pericoloso menagramo, e Tiger Jack: compaiono poco, non si sa se per la difficoltà dei disegnatori a ritrarre quattro personaggi o per quella degli sceneggiatori a inserirli nelle trame.

Fatto sta che a meno di trent'anni di età Kit sembra un baby-pensionato, che passa il tempo nella riserva indiana a gambe incrociate, e Tiger ha dimenticato le specialità nelle quali eccelleva: seguire tracce, scalare montagne, salvare la pelle a Tex, curare ferite mortali con impacchi di fango. Kit Willer è fermo a quota 266 nemici uccisi e Tiger Jack a 265. Forse è proprio dal pard indiano di Tex che si potrebbe ripartire per dare una scossa alla serie, che a volte dà l'impressione di vivacchiare.

Anche se la scossa vera, forte, attesissima, è quella che sarà in edicola ai primi di luglio: il ritorno di Mefisto, il Signore delle Tenebre. Di fronte al suo più acerrimo nemico, Tex potrà tornare grande. E vedremo chi sarà la milleunesima vittima sul calcio del suo Winchester.

Claudio Paglieri – IL SECOLO XIX – 30/06/2002

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