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ELYSA FAZZINO
– IL SECOLO XIX – 26/09/2001

La guerra non serve alla giustizia


Intervista alla pacifista cha ha votato “no” al Congresso

E' stata l'unica voce al Congresso a dire no all'uso della forza. Per questo ha ricevuto telefonate di insulti e di minacce, per questo una scorta della polizia è stata assegnata a guardia del suo ufficio di Washington. Barbara Lee, deputata nera della California, democratica, 55 anni, ha rotto l'unanimità politica contro la risoluzione che autorizza il presidente Bush a ricorrere alla forza militare per combattere il terrorismo. Bush ha avuto il via libera da 98 senatori (due erano assenti) e 420 deputati. Per Barbara Lee l'uso della forza rischia di mettere in pericolo altre vite umane.

Perché ha votato no?

Come tutti nel nostro paese, provo rabbia e repulsione per questi attacchi e credo che debbano essere fatti tutti i passi necessari per portare i colpevoli dinanzi alla giustizia. Dobbiamo prevenire ogni futuro attacco. Questo è l'obbligo più alto dei nostri governi federale, statali e locali. Su questo, come nazionale siamo uniti. Ogni nazione siamo uniti. Ogni nazione, gruppo o individuo che non lo capisce o crede che noi possiamo tollerare questo genere di attacchi illegali e incivili si sbaglia. Alcuni credono che la risoluzione fosse solo simbolica, destinata a mostrare determinare nazionale. Ma io non potevo ignorare che, in base alla Risoluzione sui Poteri di Guerra e alla Costituzione, dà l'esplicito potere di andare in guerra.

Come spiega il suo voto?

Era un assegno in bianco al Presidente di attaccare chiunque sia coinvolto nei fatti dell'11 settembre, in qualsiasi luogo, in qualsiasi Paese, senza considerare la politica estera a lungo termine della nostra nazione, gli interessi economici e di sicurezza nazionale, e senza limite di tempo. Nel concedere questi poteri eccessivamente ampi, il Congresso ha mancato alla sua responsabilità di comprendere le dimensioni della sua dichiarazione. Non potevo appoggiare la concessione al presidente di un tale potere di fare la guerra, credo che possa mettere a rischio altre vite innocenti.

Bush poteva fare a meno di quel voto?

Il presidente ha il potere di proteggere la nazione da ulteriori attacchi e ha mobilitato le forze armate proprio per fare questo. Il Congresso avrebbe dovuta aspettare che fossero presentati i fatti e dopo avrebbe agito con maggiore cognizione delle conseguenze della nostra azione.

Come hanno reagito i suoi elettori?

Mi hanno chiamato in migliaia dopo il mio voto. Molti hanno consigliato moderazione e cautela, chiedendo che accertiamo i fatti e ci assicuriamo che la violenza non generi violenza. Capiscono le conseguenze illimitate dell'andare affrettatamente verso la guerra, e li ringrazio per il loro appoggio.

E quelli che la criticano?

Altri pensano che avrei dovuto votare a favore, sia per ragioni simboliche o geopolitiche, o perché credono sinceramente che un'opzione militare sia inevitabile.

Per lei si può evitare l'azione militare?

Non sono convinta che votare a favore della risoluzione significhi salvaguardare e proteggere gli interessi Usa. Dobbiamo sviluppare la nostra intelligence e portare davanti alla giustizia coloro che hanno fatto questo. Dobbiamo mobilitare – e mantenere – una coalizione internazionale contro il terrorismo. Abbiamo la possibilità di dimostrare al mondo che le grandi potenze possono scegliere di combattere sui fronti di loro scelta, e che noi possiamo scegliere di evitare un'azione militare non necessaria quando sono disponibili altre strade per ottenere giustizia e proteggere la nostra nazione.

Gli Usa devono rispondere agli attacchi terroristici?

Dobbiamo rispondere, ma il carattere di questa risposta determinerà il mondo che lasceremo in eredità ai nostri figli. Non metto in discussione l'intento del nostro presidente di sbarazzare il mondo dal terrorismo, ma abbiamo molti mezzi per raggiungere quello scopo. Le misure che fanno proliferare ulteriori atti di terrore o che non puntano alle fonti dell'odio non aumentano la nostra sicurezza. Lanciare contrattacchi militari fa correre il rischio che altri uomini, donne e bambini innocenti siano uccisi. Non potevo votare quella risoluzione.

Intervista di Elysa Fazzino – IL SECOLO XIX – 26/09/2001